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Titolo : Rocca Mea (Alta Valle Argentina)
23 12 2011
L'ispirazione, la ricerca,
lo stupore in una valle incantata
Stato :
Italia/Liguria
Partenza :
Molini di Triora
Arrivo :
Molini di Triora
Km :
27 Km
Tipo
: all mountain
difficoltà tecnica
: medio/alta
impegno fisico
: medio
dislivello :
1177 m
altezza max raggiunta
: 1548 m (Ciotto di Ravin)
Durata:
07:14:00
Tempo in sosta:
04:32:49 (tante foto in bella compagnia!!!! )
Periodo consigliato :
tutto l'anno se non c'è neve.
DESCRIZIONE: La classicissima salita
da Molini di Triora al passo della Guardia ( vedi l'itinerario del
Monte Frontè) ci porta alla scoperta di un inedito tracciato
di mezza costa, che si rivela strategico per costruire uno degli
anelli più suggestivi dell'Alta Valle Argentina e più
precisamente sul versante selvaggio della valle di Goina. Le tante
foto della fotogallery più sotto parlano da sole. Caspita!!!!
E' stato maggiore il tempo di sosta che quello di pedalata!!!!!
Da sottolineare la splendida
giornata che ci ha permesso di vedere le montagne della Corsica.
La discesa alla Rocca Mea ci regala paesaggi magnifici e sensazioni
di puro freeride, nel significato " antico" del termine,
molto caro ai tanti miei compagni di uscite.
L'ultima discesa ripercorre una delle prove speciali del'ex Superenduro
di Molini di Triora, già ritrovata nella gita al Monte Frontè.

ROADBOOK: L'ispirazione alla sperimentazione
di questo giro inedito è stata duplice: la prima risale al
2007 durante l'ultima edizione della GF "Pedalalpi", quando,
partecipando fuori gara, all'uscita della galleria del Garezzo,
provenendo da Mendatica, fotografai mio cugino Alessio su una traccia
che partiva a picco proprio dalla sterrata in direzione della valle
di Goina ( vedere itinerario "Pedalalpi", dove troverete
anche la foto menzionata); la seconda proprio nel 2011 quando percorsi
insieme a Marco Lanteri ( che di gare a Molini ne vinse tante!)
la gita al Monte Frontè. Infatti, dopo aver precorso quasi
in toto la salita verso il Passo della Guardia, proprio in corrispondenza
dell'ampio slargo, circa 200 metri prima del Passo, oltre alla conosciutissima
traccia sulla sinistra, ben segnalata, che conduce a Verdeggia,
poco oltre, sulla destra parte invece la traccia della gita di oggi.

Il lunghissimo traverso ( vedere foto
con traccia evidenziata in nero) è caratterizzato da un faticoso
sali e scendi, ripagato ampiamente dalla bellezza dei panorami,
che conduce nei pressi di un'ampio crinale erboso dove sulla destra
si stacca la traccia di discesa verso la Rocca Mea, identificabile
sulla carta dalla denominazione "Ciotto di Ravin".

Le foto del sentiero che conduce alla Rocca e anche oltre, fino
a intersecare la strada sterrata di Corte, bastano a descrivere
la gioia che abbiam provato nel precorrerlo.

Dalla sterrata, intersecata i corrispondenza
delle Case di Pian Casale, abbiam pedalato verso destra in relax
e prevalentemente in discesa fino al bivio di intersezione della
strada che arriva da Corte con quella che arriva da Goina ( vedi
itinerario del Monte Frontè). Da qui giù a rotta di
collo sull'ampia sterrata fino al bivio per immettersi nel sentierino
finale, sicuramente il più impegnativo tecnicamente
o
quasi
.infatti ecco l'ulteriore sorpresa della giornata, per
finire in maniera singolare il giro. Grazie alla memoria di Silvio,
arrivati a Corte, abbiam preso una, per me sconosciuta, mulattiera
tutta a tornantini, da affrontare, per chi è capace, in nose
press, che ci ha riportati velocemente a Molini, senza sprecare
gli ultimi Km sull'asfalto.
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