|
Titolo : Tour del Monte Vaccia (Valle Stura) 17-9-2011
"Alla ricerca del sentiero perfetto"
di Monica Ponti
anello: Sambuco-Pian della
Regina-Monte Ciaval-Sentiero Balcone-Colletta Bernarda-Ricovero
Vaccia-Sambuco
Stato : Italia (Piemonte) su
suggerimento di Enrico, amico biker di Bersezio.
Partenza : Sambuco (Valle Stura)
Arrivo : Sambuco (Valle Stura)
Km : 20
Tipo : cicloalpinismo duro
difficoltà tecnica : alta per
la salita con bici a spalle
impegno fisico : alto
dislivello : 1663 m
altezza max raggiunta : 2643 m
Periodo consigliato : da fine Giugno
a Ottobre
DESCRIZIONE:
La favola:
Ogni volta che arrivi in cima dopo una
lunga salita, ti aspetti un'altrettanta lunga discesa.
Allora ti arrampichi sulle cime delle montagne, ammirando il paesaggio,
ansimando in salita, portando a volte la bici a spalla, ma poi arriva..
Allora tutta la fatica che hai fatto verrà premiata.
La realtà:
Un giro ciclo alpinistico duro e da
non sottovalutare... I panorami e la discesa, lunga e anch'essa
impegnativa, ma con ampi tratti scorrevoli e tante curve da soddisfare
il più esigente biker.. sarà sicuramente la giusta
ricompensa.
Partenza da Sambuco, sulla statale 21 che porta verso il Colle della
Maddalena, tra il primo incrocio che sale al paese ed il secondo
un po' più avanti, ci sono degli spiazzi dove poter lasciare
l'auto.
Rifornirsi bene di acqua a Pian della regina.
Si consiglia di affrontare questo giro con tempo stabile e senza
nebbia in quanto in salita non esistono tacche ma solo ometti in
pietra e una volta arrivati alla conca dove ci attende il pezzo
finale per arrivare in cima , si va a vista.
ROADBOOK:
Siamo in Valle Stura, pronti per affrontare
una gita ciclo alpinistica fisicamente molto impegnativa, ma appagante
dal punto di vista tecnico e panoramico.
Parcheggiata l'auto sotto Sambuco, sulla strada statale 21 della
Maddalena, si prende in salita verso il colle e all'altezza del
secondo bivio che sale al paese (indicazione Sambuco 1 km) , si
svolta a sinistra e si attraversa il ponte in direzione Pietraporzio
passando sulla sinistra orografica del fiume.
La salita in asfalto della piccola strada, è subito ripida
con pendenze che toccano anche il 20% in alcuni tratti, si tralascia
un primo bivio con paline MTB che scende e si prosegue in salita,
dove ci si interseca con la strada militare che arriva da Vinadio.
Si prosegue sempre in direzione di Pietraporzio, fino ad arrivare
ad un secondo incrocio, dove si prosegue dritto tralasciando a sinistra
una sterrata e a destra una strada asfaltata che scende.
Si arriva al bivio che sale verso il Pian della regina (1468 mt),
dove ci sono le paline che segnalano la direzione anche per il Rifugio
Zanotti e si arriva così al pianoro dove c'è la fontana.
Si prosegue su sterrata e si svolta subito a sinistra su pista forestale,
arrivando ad un bivio dove la strada sterrata si divide e si tiene
la destra, cominciando a salire il vallone del Ciaval.
Qui parte la strada che si inoltra nel Vallone e che salirà
molto ripida e con fondo smosso a strette serpentine, dove la ciclabilità
dipenderà molto dalla forza e dalla capacità del biker..
Chi la pedalerà tutta, chi all'80%, chi anche meno, quindi..
si dovrà mettere in conto che già da qui, si potrà
spingere un po' la bici.
Un po' in sella un po' a piedi, si esce dal bosco e si prosegue
fino ad arrivare ad una conca paschiva, sede di un rifugio privato
(2060 mt circa) e della Grangia dei Prati del Ciaval (2131 mt).
Da questo punto, senza possibilità di scelta, parte il nostro
sentiero e si inizia a portare o spingere la bici,

come più si preferisce, inizialmente
salendo su prato con zolle erbose dove sembra perdersi, poi, tra
manti estesi di mirtilli, alcuni ometti di pietra ci indicheranno
la direzione (purtroppo non ci sono tacche che segnalano).
La pendenza diminuisce e il sentiero, contornando alla base il Monte
Cialancias sulla nostra destra, entra nella pietrosa conca tra Costabella
del Piz ed il Monte Ciaval percorrendola con un ampio semicerchio
e da dove di fronte a noi ora si vede quello che ci aspetta.. e
qui si dovrà scegliere la via di salita.
Il nostro gruppo, si è diviso in due, una parte ha preferito
salire la pietraia dritta di fronte a noi, direttamente sotto il
Monte Ciaval (c'è in questo caso da fare molta attenzione
alle pietre che rotolano se si sale in fila).
(Alessandro Modolo: "sono stato uno
di quelli che han percorso la via diretta, risalendo il crinale
del Ciaval. Tutto sommato, dopo il resoconto di Monica, forse è
stata la scelta migliore, nonostante l'attenzione nella risalita
sia stata massima. Per evitare spiacevoli scivolamenti, è
necessario stare sulle roccette più grosse, evitando i pezzi
di terriccio e di sfasciume pietroso. Obbligatoria la bici a spalle.
Nella prima parte si procede tenendo la bici con entrambe le mani,
nella parte intermedia, più ripida,spesso è necessario
sostenere la bici con una mano sola e con l'altra aiutarsi aggrappandosi
alle roccette. La parte finale è invece meno ripida a meno
pericolosa.")
Un'altra parte del gruppo, invece, ha cercato la continuazione del
sentiero, comunque segnalato sulla cartina 1:25.000 Valle Stura
Vinadio Argentera, piegando verso sinistra e attraversando la costa
Nord del Monte Ciaval, poiché a prima vista sembrava essere
meglio della risalita sulla ripida pietraia.
Già rischioso da fare a piedi, con la bici non è consigliato,
poiché è franato in diversi punti, non lunghissimi
ma pericolosi da attraversare, in quanto sono in contropendenza,
molto ripidi e il terreno dei pezzi franati è terriccio instabile,
quindi il rischio di scivolare o causare frane è alto.
Finite queste interruzioni, il sentiero che continua a salire, fa
intravedere ogni tanto quella che una volta doveva essere una mulattiera,
fino a giungere in cima, presso un colletto a quota 2608 mt, che
si apre leggermente a fianco del Monte Ciaval, dove il resto del
gruppo ormai in cresta, scende e ci raggiunge.
Oltre questo colletto, si scende un pochino in prato ripido a piedi,
fino ad arrivare ad una vecchia mulattiera militare dove si prende
a sinistra (qui cominciano le tacche rosse e bianche del Gta P28).

Finalmente in sella alla nostra Mtb, si percorre questo infinito
e panoramico sentiero balcone, ex mulattiera militare ormai divenuto
single track, facendo alcuni sali e scendi con brevi tratti non
sempre pedalabili, passiamo presso il Monte Schiatau e Testa di
Cavias e con qualche pausa per ammirare il panorama, arriviamo alla
Colletta Bernarda (2395 mt. ).
Continuiamo il traverso sempre con ciclabilità abbastanza
alta e panoramico al massimo e in poco tempo siamo sui pratoni del
Monte Vaccia, dove in discesa raggiungiamo le paline che ci indicheranno
la direzione per Sambuco, Sentiero Gta P56.

Passiamo di fianco le Casermette e, dopo un breve tratto di risalita
su traccia su prato, si supera un costone e da qui comincia il divertimento
per quelli che hanno una buona tecnica di guida, altrimenti ci saranno
brevi pezzi in qui bisognerà scendere, poiché il sentiero,
molto lungo, ha svariati tipi di fondo.. roccioso, terra, radici,
smosso, tornanti e tornantini..fino a terminare con un meraviglioso
sottobosco scorrevole.
La parte iniziale subito impegnativa, comincia con un primo tratto
ripido e qualche tornantino un po' "sdrucciolevole", poi
arriva ad un punto in cui le curve sono veramente strette e solo
i più bravi che riescono fare il "surplace", riusciranno
a girarli.

Il sentiero continua un po' smosso a tornati e scende in una conca
dove inizia la seconda parte nel bosco, con qualche passaggio un
po' più tecnico tra radici e qualche roccia ( quando siamo
scesi noi il tutto era reso più difficile dalla pioggia)
e altri passaggi più scorrevoli e in terra battuta. Il sentiero
è ben segnalato con paline e tacche del Gta, non ci si può
sbagliare.
Arrivati alla fine di questa seconda parte, si arriva ad una strada
sterrata ( nei pressi di una vasca dell'acquedotto di Sambuco) che
termina proprio allo sbucare del sentiero, ma noi prendiamo alla
nostra destra (paline), continuiamo sempre in sotto bosco scorrevole
e con tornanti divertenti, fino a sbucare in una strada asfaltata,
ma non è ancora finita.. il sentiero continua, bellissimo,
per gli ultimi metri di dislivello che ci riportano sulla strada
asfaltata fatta in salita al mattino. Si scende, si attraversa il
ponte e un ultimo tratto di statale ci riporta all'auto.
Non ci resta che salire a Sambuco, magari in macchina, per una meritata...
meritatissima pausa!
|