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Titolo : Monte Frontè 2153 m (Valle Argentina-Alpi Liguri)
"La liguria vista dall'alto"
La vista è maestosa, da un lato
la valle Argentina, fino al mare, dall'altro la valle di Monesi
fino al Monviso.
Molini di Triora-Triora-P.sso della Guardia-Colle
Garezzo-Monte Frontè-P.sso Garlenda-P.sso della Guardia-Goina-Corte-Molini
Stato : Italia-Liguria
Partenza : Molini di Triora
Arrivo : Molini di Triora
Km : 38
Tipo : all mountain/cicloalpinismo
difficoltà tecnica : alta ( dalla
Garlenda); media (su Goina e Molini)
impegno fisico : alto
dislivello : 1770 m
altezza max raggiunta : 2153 m (Monte Frontè)
Periodo consigliato: da Maggio a Novembre
DESCRIZIONE: Grandioso anello di soddisfazione
per bikers esigenti su una delle vette più alte della Liguria,
il Monte Frontè 2153 metri, 50 metri solo più basso
della vetta più alta, il Saccarello, poco distante.
L'itinerario regala quanto di meglio un biker possa desiderare:
panorami d'alta montagna, una vetta raggiunta, a parte i 100 metri
lineari finali, totalmente in sella, sentiero di cresta, singletrack
su prato scorrevole, tornantini tecnici e pietrosi, tratti di bosco
flow, discese miste, roccette, radici, ripidi, tratti veloci. La
discesa in bici dal Passo di Garlenda al passo della Guardia credo
non sia mai stata recensita, provatela!
Consiglio spassionato: andateci solamente se le condizioni metereolociche
sono ottimali, sarebbe un peccato perdersi la vista dal Frontè.

ROADBOOK: Siamo di nuovo in Valle Argentina,
famosa per tante cose, le "streghe di Triora", il pane
di Triora e Molini, la buona cucina dell'entroterra ligure, la ex
G.F. "La via delle Streghe, "L'appendaun", il freeride,
Argentina Bike, Riviera Freeride, i lunghissimi sentieri supernatural,il
Superenduro, il Monte Saccarello, ma
.. oggi vi parlo del Monte
Frontè.
Anni fa, quando un'altra G.F. "la Pedalalpi", passava
a ridosso delle pendici del Monte Frontè, ero a conoscenza
della statua della Madonna che stava in vetta, ma in gara, si sa,
anche se sei tra gli ultimi, il panorama te lo godi poco. Grazie
all'idea di Marco Lanteri di sperimentare in discesa un sentiero
che lui aveva qualche giorni prima sperimentato a piedi in salita,
ci ritroviamo a pedalare al contrario sulla stradotta che dal Colle
del Garezzo porta sulle creste delle Alpi Liguri e ai piedi del
Frontè, decidiamo di raggiungere la vetta, per veder da vicino
la statua, ma soprattutto per dire
ci siamo stati!.
Ripartiamo con ordine: lasciata l'auto a Molini di Triora, si parte
in sella sulla classica salita, prima su asfalto e poi sterata,
che già si percorreva con la "Via delle Streghe",
e che passa per Triora, dove poco prima di entrare in paese, oltre
a trovare una fontana, si svolta a sinistra seguendo le indicazioni
per Monesi e Passo della Guardia. A breve finirà l'asfalto
e comincerà la sterratona fino al Passo della Guardia. Da
qui svoltare a destra sempre per Monesi e Colle del Garezzo. In
quasi 3 Km si raggiunge la galleria del Colle , la si passa e subito
a destra e poi ancora a destra per una sterrata più stretta,
ricavata
ahime'!!! sulla traccia del vecchio sentiero
..comunque
oggi ci è venuta comodissima. Infatti, per chi ha gambe,
questa nuova traccia, permette di raggiungere in sella i 2100 metri.

Da qui, gli ultimi 53 metri si superano
con la bici sulle spalle. Ecco la vetta, ecco la statua, ultimamente
rincollata dopo la disgrazia di un fulmine.
La vista è maestosa, da un lato la valle Argentina, fino
al mare, dall'altro la valle di Monesi fino al Monviso.
Pane e formaggio, una coca, protezioni alle ginocchia
e via!!!

Si segue il crinale montando subito
in sella proprio dalla vetta, scendendo in direzione ovest, puntando
al Colle sottostante, il Passo Garlenda, da dove parte la nostra
traccia da sperimentare. Incredibile!!!! Anche Marco, che l'aveva
percorsa a piedi in salita qualche giorno prima, rimane basito
..direi
98% in sella. La prima parte (vedi foto)

, lisci tornantoni sui prati, a seguire
un ripido cambio di pendenza che introduce la parte centrale, la
più tecnica, dove lascerà soddisfatti i maniaci del
nose press
per i comuni mortali, comunque, la maggior parte
dei tornanti si fanno in sella. La parte finale di nuovo più
flow, nonostante le roccette tipiche della Valle Argentina. E
..peccato
è
finita, poco più i 2 Km, ma che rendono giustizia alla fatica
fatta. Una discesa sicuramente da ripetere. Tornati sulla sterrata,
si svolta per Triora a scendere, e al primo slargo, si segue a sinistra
una traccia flow su aghi di pino, che costeggia un tratto della
sterrata percorsa in partenza. Si rientra sulla sterrata e dopo
poche centinaia di metri si svolta a sinistra per un sentiero indicante
l'abitato di Goina. Il sentiero è divertentissimo, tipico
della valle Argentina, supernatural, simile a quelli del freeride,
ma ancora, fortunatamente vergine, poco utilizzato, amato dai "sentierologi
puri".
Raggiunte le case di Goina, una fontanella ci rinfresca e ci permette
di riempire sacche idriche e borracce
. la strada è
ancora lunga e
non tutta in discesa. Seguiamo la traccia a
fianco della chiesetta ed entriamo in un bosco di castagne, che
in passato ho sempre percorso volentieri, tantissime volte
.mi
ha fatto piacere ritrovarlo ripulito e in ottime condizioni. Dopo
la prima parte in prevalenza in discesa, ci aspetta un tratto di
sali e scendi fino a raggiungere una sterrata. La si segue a scendere,
poi anche a salire
...Ad un incrocio ampio, teniamo la destra
scendendo e qui molta attenzione, dopo 1 km circa , ci sovviene
la traccia d'attacco di una prova speciale del Superenduro di Molini
.non
ci resta che butttarsi dentro e percorrerla fino alla fine. In prossimità
della sbarra della sterrata incontrata, saliamo, nonostante il caldo
e la fatica ci pesino parecchio, e dopo 1 km circa, in vista dell'abitato
di Corte, scendiamo su sentiero a destra, costeggiando un bellissimo
vigneto. Il sentiero segue parallelo dall'alto la strada che da
Corte porta alla chiesa della Madonna del Ciastreo, da qui ci buttiamo
sulla sterrata di cui sopra e la seguiamo prima n discesa e poi
per breve risalita fino all'ingresso dell'ultimo stupendo sentiero,
subito dopo aver guadato il torrente di Corte. Come sempre, anche
oggi, il sentiero si presenta in ottime condizioni
.3 km di
puro divertimento. La sorpresa all'arrivo sarà il laghetto
di Molini, dove al 5 di ottobre in tanti facevano ancora il bagno!!!!!
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