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FORT GIAURA ( Limonetto-Col di Tenda-Fort Pernante-Fort Giaura-Pont
de Peirefique-Limonetto)
Partenza : Limonetto ( Limone Piemonte-CN). Parcheggio presso la
partenza della seggiovia nei pressi del Ristorante "Ange Blanc"
Arrivo : Limonetto
Km : 25,800 Km
Tipo : all-mountain
difficoltà tecnica : BC/ OC
impegno fisico : Medio-alto
dislivello : 1027 metri
altezza max raggiunta : 2297 mt
Periodo consigliato : giugno-ottobre
Cartina IGN 3841 OT - Vallée de la Roya
Fornirsi bene di acqua a inizio gita
DESCRIZIONE: Gita d'alta montagna molto appagante dal punto di
vista panoramico. E' necessario un buon allenamento per affrontare
parecchi tratti con la bici al seguito, e una buona tecnica di guida
nei tratti di discesa su pietraia.
La gita va affrontata solo in condizioni meteorologiche ottimali
sia per goderne dei panorami , ma soprattutto per questioni di sicurezza
nei tratti più accidentati, nei sentieri stretti e nelle
pietraie, dove la buona visibilità è importantissima.
ROADBOOK: Sveglia ore 6.00...che fatica...colazione, sbarbata veloce
per non far troppo rumore e svegliare la famiglia, parto direttamente
in bici dalla mia casa di Limonetto,proprio alla partenza delle
piste da sci. Contrariamente al solito, invece di arrivare al Col
di Tenda passando per l'asfalto, decido di arrampicarmi per le piste
da sci, tentando di fare un anello completamente abitumico.
Si sale subito su ripida sterrata, oltrepassata la sbarra seguo
la sterrata fino al primo bivio, dove bisogna tenere la sinistra
in direzione dell'albergo "Arrucador" o del bar "la
Frontera".
Seguo sempre la sterratona che sale ripida in mezzo alle piste da
sci. A fatica riesco ad arrivare al punto più ripido seduto
sempre in sella ( sta colazione a base di frutta è proprio
energetica! Proprio come scritto nell'ultimo libro che ho letto!!!)
Quando la traccia della sterrata scompare, guado il rigagnolo e
seguo sempre la traccia più larga che sale verso il colle
soprastante, ancora immerso nell'ombra . Solo una lingua di prato
è illuminata dai primi raggi di sole.
Giungo su di una larga sterrata, tengo la sinistra e in pochi metri
( di nuovo con culo sulla sella) raggiungo il Col di Tenda 1871
m.( balise 340). Foto di rito con la bici appoggiata alla balise
indicante il Colle di Tenda.
" Eila! Ciao! da dove arrivi?" chiedo ad un altro biker
che raggiugeva il colle 2 minuti dopo di me. Proveniva pero' dal
versante francese. Ah! Conosco la salita dallla Francia...ben 56
tornanti....sterrata bellissima, panoramicissima, l'unica via che
ti permette di raggiungere Limone evitando il Tunnel, in quanto
il suo passaggio in bici è vietato.
Il biker, anche lui stupito di trovare un suo simile a quell'ora
del mattino, mi racconta della sua intenzione di raggiungere Monesi.....provo
a stimolarlo con varianti al classico stradone che in 42 Km collega
Limone a Monesi, ma demordo subito...è un biker vero...di
quelli che danno il massimo sempre, scelgono la via facile e veloce
per fare il tempone....Va beh....non sa cosa si perde.
Salutato il collega seguo la sterrata che sale verso destra fino
ad un prossimo bivio ( sarà il punto di incontro dell'anello
). Alla balise 381 ( sante segnalazioni francesi!!!! Ma perchè
in Italia non impariamo a copiare da chi fa le cose per bene e semplicemente?)
oltrepasso la sbarra rossa e seguo il bellissimo sentiero che a
tornanti e traversi sale al Forte Pernante. Bello, liscio, pendenza
ottimale, ad ogni tornante hai un panorama diverso, il Fort Centrale,
la strada dei 56 tornanti, il Monte Bego del Parco delle Meraviglie,
e se ti va bene anche qualche camoscio che disturbato dal mio rumore,
scappa curioso.

Terminata questa salita , giungo su un tratto pianeggiante,più
largo, ne percorro un centinaio di metri circa e al bivio seguente
non so che fare. Apro la cartina e come magia capisco subito dove
andare!!!! Si tratta di due tracce che confluiscono poco più
avanti nello stesso punto...pero' pero'....quella di sinistra è
più stretta, più impervia, un vero singletrack d'alta
montagna, quindi ...fate un po voi...quale prendo? La sinistra ovviamente!!!
Viva l'avventura. I due sentieri contornano la Cime de Salante.
Devo pagare pero' pegno, infatti poco avanti mi aspetta un bel
nevaio ( siamo al 1° Luglio!!!) Lo supero a piedi, con le gambe
che mi tremano, sperando di non scivolare. Punto un piede, controllo
la consistenza, sollevo quello dietro, lo punto anche lui, facendo
un solchetto nella neve ghiacciata. Un piede dopo l'altro e arrrivo
di nuovo sulla pietra. Via! Di nuovo in sella.....continua l'avventura.
Poco dopo la strada diventa molto ripida fino al prossimo bivio,
contrassegnato da una palina "Rocca dell'Abisso". La palina
è immersa nella neve per oltre la metà .

Attenzione ora! Cosa faccio? Non devo andare alla Rocca ( impraticabile
in bici), ma al Forte Giaura. Qualcuno ha messo delle pietre ben
disposte per terra, come a bloccare la via al Giaura...no,no,no,no....e
ora? Mi tocca tornare indietro? No, mai!!!. Scavalco le pietre,
mi rimetto in sella,, faccio il primo tornante ma dopo pochi metri
la strada è interrotta da una frana. Caspita! La devo passare!
Provo, abbracciando la bici a saltare dall'altra parte del buco,
ma la mente mi blocca: Ale , cosa stai facendo? Pensa che devi tornare
a casa!!!. La vocina della ragione mi frena, per fortuna. Sarei
volato su lsentiero sottostante con chissà quali conseguenze.
Torno indietro, ma con l'idea di non mollare. Da sotto, provo a
passi millimetrici a risalire la frana per portarmi sul sentiero
che continua verso il Forte...e se poi trovo un'altra frana?. Basta,
mi arrendo, scendo a fatica sulle pietre in bilico e ritorno alla
palina per la Rocca dell'Abisso. Mi sento abbattuto, tutta sta fatica
e non posso conlcudere il giro.....apro la cartina e .....noto che
potrei raggiungere la parte alta del sentiero franato anche dalla
parte del sentiero che porterebbe alla Rocca dell'Abisso. Eureka!!!!
Infatti, anche se a piedi , tra pietroni e altri nevai,

con la bici al fianco, in spalla, sula testa....raggiungo un laghetto
incantato. Da li, invece di continuare per l'Abisso....seguo a sinistra
e raggiungo il raccordo ( balise con la scritta "itineraire")
alla strada franata. Supero facilmente un piccola frana ( vedi fotogallery)
e in breve raggiungo il Fort Giaura 2254m.( balise 380).
Ora devo fare attenzione a non calpestare le stelle
alpine!!! Che vitaccia!!!

Dopo aver fatto il giro del Forte per ammirarne la sua bellezza,
seguo la traccia che sale sempre in direzione Nord-Ovest. Dopo un
bel tratto di traverso ( altro nevaio!!! ) la traccia scende a tornantini
e si infila nella lunga e vasta pietraia. Incontro nel frattempo
un gruppo di gitanti francesi di mezza età che mi dicono
che son pazzo ad affrontare in sella quel tratto a tornanti. Gli
sorrido, gli dico pas de problem...e via...primo, secondo, terzo
tornante...con il quarto metto il piede per terra, troppo stretto
( devo imparare a fare sto " noose " o come si dice!
Poi la pietraia, bella, invitante. Mi concentro il più possibile
a non pinzare troppo il freno anteriore. E via...si galleggia sulle
pietre...la caviglia malefica regge!!!. Ho una brutta sensazione
sulle pietraia da qualdo 2 anni fa mi procurai una lussazione esterna.
Giunto alla balise 379, seguo a sinistra il sentiero che sale tra
numerosi cespugli di rododendri Che colori! Che pace! Al colletto
successivo ( balise 378), seguo l'ampia traccia che scende a tornanti
sulla strada bianca che collega il Col di Tenda a Casterino. ( balise
376) Una goduria!!! Wow...chi c'è che spunta dal cespuglio?
Ci guardiamo un attimo negli occhi, i miei stupefatti e i suoi impauriti.
Un camoscio.....mi guarda, fugge, si cela dietro un alto cespuglio,
si ferma, mi osserva da lontano....afferro velocemente la macchina
fotografica , mi avvicio guardingo, con il dito già a metà
scatto per la messa a fuoco, clac, prima foto, scappa, clac, altra
foto in corsa clac...altro scatto in volo. Che bello sarebbe risalire
i pendii alla velocità dei camosci!!!! Quanti metri di dislivello
faremmo in una gita?
Giunto sullo stradone, piego a sinistra, oltrepasso il Fort de
la Marguerie e...i crampi della fame.....per fortuna un bel pezzettone
di noce di cocco fresca riposa ancora nel mio zaino....e.raggiunto
il punto di unione dell'anello, scendo verso Limonetto, sempre per
le piste da sci, ma seguendo stavolta la traccia che passa a zig
zag sotto il più alto impianto di risalita ( del Colle)....velocemente
percorro la sterrata che ho risalito la mattina e raggiungo casa.
"Papà ! sei tu?"....ecco di nuovo la vocina che
mi ha protetto quando ero li li per saltare la frana........
Alessandro Modolo
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