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TOUR DELLO CHAMBEYRON
23-24/7/2011
2 giorni di traversate per chiudere
uno splendido anello
1° giorno
Titolo : Chambeyron-Tete de la Freme 3165 metri
(traversata St.Ours-Barraquemnts de Viraysse-Col du Vallonnet-Col
de la Coluletta-Lago dei nove colori-Tete de la Freme-Refuge Chambeyron)
Stato : Francia ( Val d'Ubaye)
Partenza : St. Ours (1780 m)
Arrivo : Refuge du Chambeyron (2626
m)
Km : 19,800
Tipo : cicloalpinismo
difficoltà tecnica : alta
impegno fisico : alto
dislivello : 1853 metri
altezza max raggiunta : 3165 metri Tete
de la Freme
Periodo consigliato : da fine Giugno
a fine Settembre
Cartogtrafia: IGN 3538 ET-Aiguille
de Chambeyron cols de Larche et de Vars

DESCRIZIONE: primo giorno di traversata
della 2 giorni organizzata dal CAI di Savona intorno alle bellezze
del monte Chambeyron. La fatica soprattutto del "portage"
sul Colle de la Couletta e sulla vetta della Tete de la Freme, è
ampiamente ripagata da un giro d'alta montagna ricco di splendidi
panorami, conditi da stelle alpine da fare attenzione dove mettere
i piedi, da laghi indaco intenso, dalla adrenalinica discesa sul
brecciolino dalla vetta della Freme, dove pochi bikers hanno mai
posato le ruote.

ROADBOOK: Il richiamo di Bobo, l'amico
di Cicloalpinismo, anche questa volta mi ha incuriosito e , a carte
chiuse, ho accettato di portare qualche compare di MTB SANREMO,
lungo i sentieri della 2 giorni organizzata dal CAI di Savona. Per
me è stata la prima esperienza di un'escursione in alta montagna
di più giorni e, nonostante i timori di non riuscire a portare
a termine l'impresa, ho dato subito la mia adesione. Poco dopo si
sono uniti Dino e Pino, compari di tante fatiche e gite ciclistiche
di alto livello. La gita si è svolta il 23-24 Luglio del
2011 e per abituare muscoli e polmoni alle alte quota, il 21 ci
siamo fatti la gita di San Bernolfo, ed è stato proprio in
quell'occasione che siamo venuti a saper che Bobo avrebbe rinunciato
forzatamente alla gita dei 2 giorni a a causa di un forte dolore
alla schiena. Peccato. Va beh
.Il fido Bracco, altro compagno
di bici da montagna del gruppo savonese ci avrebbe presentati al
folto gruppo del CAI Savona.
Siam così partiti in 16 dal paesino di St.Ours, (dopo esserci
riuniti per colazione dalla cremeria Agnello di Demonte) ricalcando
una bellissima salita già vista nel giro di
Mallemort e Viraysse.
Dal paesino si segue la sterrata fino a poco oltre l'attraversamento
del Rio, per seguir così a sinistra la larga traccia erbosa
lungo il Rio du Pinet. Attenzione ai 2215 metri, svoltare a destra
sempre su larga traccia a salire e come sfondo la bellissima Meyna.
Giunti ai Barraquemnts de Viraysse, una sosta all'interno del forte
per mangiare qualcosa. Due parole e due risate ci permettono di
conoscere meglio i simpatici ragazzi di Savona. Riusciti dal forte
seguiamo il bellissimo traverso pietroso proprio ai piedi della
Meyna e cominciano ad affiorare le prime emozioni di un vero giro
d'alta montagna.

Gli scatti fotografici non mancano
e in breve raggiungiamo prima un pianoro e finalmente il Colle del
Vallonnet. Qui i ricordi del giro di qualche anno fa ritornano nella
mente e di Dino e mia, quando sorpresi da un debole temporale ci
siamo lanciati giù per il GR 56 verso Fouillouse
ma
oggi i programmi sono ben diversi! Aggiriamo ad ovest la Plate de
la Lombarde per incrociare l'altro sentiero che anche lui scenderebbe
a Fouillouse, ma dopo circa 1 Km e 400 metri e 180 metri di dislivello,
ci blocchiamo, per ammirare subito i prati di stelle alpine e poi
per scrutare verso l'alto, verso la nostra prossima meta
..il
Col de la Couletta. Qui non abbiamo chance, si procede fino al Colle
tutto di "portage" e "spintage" ( 1 Km e 200
metri per 400 metri di dislivello). A questo punto, la stanchezza
prende il sopravvento su molti di noi, ma il desiderio di allungarsi
almeno fino al decantato lago dei nove colori, fa desistere il gruppo
dal raggiungere subito il Refuge de Chambeyron, prenotato per la
notte.
Dopo un lungo sali e scendi arriviamo ad ammirare lo splendido lago
e in 4 decidiamo di affrontare l'ultima fatica della giornata, forse
la più impegnativa: la vetta de la Tete de la Freme ( 3165
metri).
Qui consiglio di intraprendere la vetta solo se fortemente motivati,
la bici al fianco o sulla schiena è d'obbligo per superare
il duro dislivello su brecciolino instabile e scalini di roccia
nel tratto finale.

La vista sul lago dei nove colori ( vedi fotogallery) è grandiosa
e migliora mano a mano che si procede in alto. L'emozione a vetta
raggiunta è forte . Qualche scatto con la bici appoggiata
alla croce

e via in discesa per
assaporare la tenuta dei pneumatici sul brecciolino che ricopre
il ripido pendio. Wow!!! In sella al 99% . Provare per credere.

Di nuovo nei pressi
del lago, seguiamo la strada di risalita per raggiungere il Rifugio.
OHHH che splendida giornata.
2° giorno
Titolo : Chambeyron-Pont d'Aval 24/4/2011 (Refuge
Chambeyron-Pontd'Aval-Refuge C.-Fouillouse-Col de Mirandol-St.Ours)
Stato : Francia (Val d'Ubaye)
Partenza : Refuge Chambeyron (2626 m)
Arrivo : St.Ours (1780 m)
Km : 15,570
Tipo : traversata ciclo alpinistica
( strepitose discese su Fouillouse e su St.Ours)
difficoltà tecnica : media
impegno fisico : medio ( alto per il
portage a Pont d'Aval)
ascesa accumulata : 894 m
discesa accumulata: 1723 m
altezza max raggiunta : 3000 m (320
metri sotto la Pont d'Aval)
Periodo consigliato: da fine Giugno
a fine Settembre
Cartogtrafia: IGN 3538
ET-Aiguille de Chambeyron cols de Larche et de Vars
DESCRIZIONE: 2° giorno
di traversata con tentativo di raggiungere la vetta del Pont d'Aval.
Purtroppo, a causa delle basse temperature (0°C), ci siamo fermati
ai 3000 metri. Splendida ed emozionantissima la discesa sul brecciolino
di cresta.
Da fare almeno una volta nella vita la lunga discesa ( 5,300 Km)
dal Refuge Chambeyron a Fouilleouse. Risaliti al Col Mirandol, spendida
discesa su St. Ours.
ROADBOOK: La notte nel
rifugio è passata piuttosto tranquilla. 8 dei sedici bikers
han deciso di scendere direttamente su Fouilleouse. In 8 tentiamo
la vetta di Pont d'Aval. Fuori fa freddo, vestiti invernali, pedaliamo
i primi 200 metri di quasi discesa che ci separano dall'attacco
alla salita. Chi con bici al fianco, chi con bici sulle spalle,
infreddoliti proseguiamo verso il Pas de la Souvage da dove comincia
un bellissima cresta che già pregustiamo di affrontare in
discesa.

Dal passo ancora 100
metri di dislivello per raggiungere i 3000 metri, obiettivo sufficiente
per le nostre aspettative, ridotte dal freddo insopportabile alle
mani, nonostante i guanti invernali.Il tempo di riscaldare le estremità
e via, la discesa più panoramica della giornata, qualche
foto veloce con i guanti addosso e giù verso il rifugio.

Soddisfatti ma ancora
inconsapevoli di cosa aavremmo incontrato poco oltre
la
discesa su Fouilleouse, oltre 5 Km di singletrack per nulla tecnico,
liscio, a tratti roccioso, a tratti supersoft. Una delle più
belle discese che un bikers di montagna possa desiderare.

Giunti al fondo abbiamo svoltato a destra verso il paesino per raggiungere
gli altri 8. Nessuna traccia di loro, nessuna rete telefonica per
poter comunicare, dopo un caffè e una fetta di torta ai mirtilli,
di nuovo in salita, questa volta sulla bici, verso il Col du Mirandol.
La sterrata è veramente liscia e filante, solo verso la fine,
siam costretti ad arrampicarci con bici al fianco su di un ripido
sentiero che in breve ci conduce su di un panoramicissimo pianoro
dal quale ammiriamo di fronte "Monsieur le Brec du Chambeyron"
e la discesa dal rifugio. Si vede anche la Tete de la Freme, vetta
raggiunta ieri e la Pont d'Aval di oggi. Qualche scatto, un po'
di riposo e via lungo uno splendido traverso ciclabile tranne nella
parte finale, 200 metri prima del Col du Mirandol. Al colle riusciamo
a comunicare con gli altri 8 desaparecidos e veniamo a sapere che
sono alla base della salita verso il Mirandol. Breve rifornimento
energetico e via i discesa verso St. Ours. La discesa è mitica,
sospesa nel vuoto per alcuni tratti, trialistica in altri, liscia
e scorrevole per la maggior parte. Un singletrack da memorizzare
e tenere nel cuore.

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